LE AVVENTURE DI DONATO - Un ragazzo Pannese
IL 22 agosto verrà presentato a Panni il libro scritto dalla nostra compaesana Maria Paglia Procaccini residente a Danvers Mass. USA, con la collaborazione del Direttore del Giornale Pietro De Michele. Oltre alla copertina del libro pubblichiamo la presentazione dello stesso Direttore.


Maria Paglia Procaccini
Avevo già pubblicato alcune poesie di Maria Paglia Procaccini sul giornale “Il Castello”, il giornale dei pannesi, ma non la conoscevo personalmente, come d’altronde molti altri compaesani corrispondenti del giornale, specialmente quelli emigrati all’estero. Sapevo della sua vena letteraria, apprezzata ed anche premiata, di cui avevo ricevuto una copia della raccolta di poesie “Sensazioni”. Per i suoi versi ha meritato una Coppa dell’Accademia Internazionale Burckhardt e, per il suo libro di poesie “Sensazioni”, si aggiudicò l’ambito Premio Burckhardt Campiglio d’Oro per il 1998. Per la presentazione di questa raccolta poetica le fu concessa ed organizzata in Roma una serata di presentazione ove ne parlarono lusinghieramente ben quattro qualificati critici romani. Nel’77 le venne attribuito un premio letterario per la poesia “Il Vento” e a Venezia nel’99 le è stato dedicato un Trofeo Pergamena per la poesia “La Quercia”. Nel 1998 il Governatore del Massachusetts, Paul Cellucci, le dedicò un premio letterario per la poesia “America”. Maria Paglia Procaccini è nata a Panni. Da ben 50 anni risiede all’estero, prima in Canada e poi negli U.S.A., attualmente vive a Danvers Mass., con il marito Antonio e le figlie Carmela e Angela. Nomi tutti italiani, nel costante ricordo della sua patria lontana. Ha sempre voluto provarsi nella poesia e nella prosa, dotata com’è di estro compositivo, di urgente ispirazione, nonché di profondo sentimento.Finalmente nell’estate del 1999, durante il mio viaggio negli Stati Uniti, ebbi il piacere di conoscerla e apprezzare, ancora di più, i suoi sentimenti di donna, moglie e madre italiana, dai sani principi e profonda fede religiosa. Donna matura, ancora bellina, piccolina e tanto aggraziata, da ogni poro della sua pelle sprizzava tanta energia e voglia di vivere, di raccontare quello che il suo cuore non dimenticherà mai, che rimarrà in lei per il resto della sua vita: le sue origini pannesi. Ne rimasi colpito grandemente. Un giorno assolato e caldo venne a farci visita in casa Tofalo, in Danvers, e mi affidò un suo manoscritto che trattava appunto la storia di suo fratello Donato e della sua famiglia, affinché ne curassi la stesura in un libro. Imbarazzato ed emozionato allo stesso tempo, presi il manoscritto. Dando un primo sguardo, dopo, rimasi quantomeno perplesso. Perché? Dovete sapere che il grado culturale scolastico di Maria è quello di istruzione a livello di scuole elementari…a Panni di mezzo secolo fà. Giustificata, quindi, la mia prima impressione nel vedere e leggere i primi suoi scritti, ma, per non deluderla, lo presi più per cortesia che per vero impegno. Il lavoro mi sembrò arduo e difficile. Non si trattava di copiare ma di leggere, capirne il significato e metterlo nella forma corretta, grammaticale, letteraria e linguistica. Chiaro che non mi sentivo all’altezza del compito affidatomi, scrivevo si da qualche anno sul giornale, ma mai avevo affrontato tematiche letterarie così impegnate, mi sentivo non all’altezza della situazione. Tornato in Italia, dopo un po’ di tempo, iniziai a fare dei tentativi e a scrivere il libro nella scrupolosa osservanza di quanto ella voleva dire con il suo scritto. Man mano che andavo avanti il racconto mi affascinava sempre di più, tutte le difficoltà iniziali sparirono, la stesura andava avanti alacremente, tra una edizione e l’altra del giornale, tenendo sempre vigile la mia attenzione a far si che il mio scritto coincidesse con il suo pensiero. Ho divorato con accanimento tutto il manoscritto, e mi sono chiesto: se questo libro piace a me certamente piacerà a tanti altri pannesi come me. Ecco il motivo della sua pubblicazione, non a fine di lucro, perché Maria ha puntualizzato dal primo momento che il libro è destinato alla gente pannese interessata e a titolo gratuito, se eventuale incasso ci sarà è destinato alla ricostruzione del Convento della Madonna del Bosco di Panni. La motivazione che la spinge a scrivere è e rimane sempre una soltanto: liberare la sua anima e il suo spirito verso il suo intramontabile amore filiale per la sua terra, Panni. Di fronte a tali intenti cade ogni perplessità o giudizio. Infatti la mia personale raccomandazione al lettore è quella di non “giudicare” il libro nella sua forma o nel suo scritto, anche grammaticale, ma di leggerlo con lo stesso amore con cui è stato scritto, quello di Maria e il mio, soltanto in questo modo questo il libro entrerà nel cuore del lettore pannese, allo stesso modo e con lo stesso amore di chi lo ha scritto…due pannesi come voi, che ambiscono quale premio la vostra gratitudine e…nient’altro.
Pietro De Michele - Direttore de “Il Castello” - Il Giornale dei Pannesi