ASSOCIAZIONE CULTURALE " I DOJE SORE "

PALABRAS...CHIACCHIERE...
GATTI RISORTI !


Ci chiedeva in continuazione:"Figliò, dove ve ne andate?" quando passavamo davanti a casa sua, alla curva di Largo Annunziata, e noi puntualmente rispondevamo:"Al Castello". Sempre seduta davanti a casa sua, a lavorare a maglia o a pensare, su una seggiolina che tremava e scricchiolava sotto la sua imponenza.Un donnone. Ma un donnone dal sorriso sempre aperto e dallo sguardo vivo e sereno.Dopo casa sua si accedeva al Castello, ma con un giro più lungo, quasi esterno.E ogni volta ci chiedeva: "Che vi siete mangiate oggi? Ma sembrava ce lo chiedesse solo per dirci, dopo che le avevamo risposto,"Io invece mi sono mangiata il Gattò!E quant'era tenero!Burro, sembrava burro!E che profumo quando l'ho cotto in forno! Da far resuscitare i morti!" E ci sorrideva. Un sorriso strano. Ogni volta così. Per anni.E un giorno siamo tornate a casa e abbiamo chiesto a mamma che fosse mai un Gattò e lei ha sgranato gli occhi, poi si è grattata la testa e ha detto tutta spavalda e sicura:"Ma è nu gatt muòrt, no?" Da allora, quando passavamo davanti a casa sua allungavamo il passo ma lei ci chiamava lo stesso e ci dava le caramelle come al solito togliendosele dalla tasca del grembiule e ci raccontava delle città d'Italia, di grandi fiumi, di monumenti famosi,ci recitava poesie, ma noi tenevamo paura di lei che si cuoceva i gatti al forno e non vedevamo l'ora che finisse per scapparcene.E un pomeriggio mamma ci ha detto che giacchè andavamo al Castello e passavamo davanti a casa sua dovevamo portarle ad assaggiare la pizza di patate che aveva fatto perchè lo sapeva che le piaceva e se ne sarebbe mangiata a chili, anche se era una ben povera cosa, perchè quella, ha aggiunto,quando si mette in cucina, fa risorgere i morti!! Siamo arrivate da lei col pacchetto di mamma e lei l'ha preso e ci ha detto:" Pizza di patate? Madonna che bontà, stasera me la mangio tutta!Però io avevo già cucinato e allora dite a mamma che per ringraziarla le mando metà del mio Gattò.S'è appena raffreddato. Si può già mangiare, è 'na squisitezza! E andate dritte a casa a portarglielo, che se qualche cane al Castello sente l'odore magari vi salta addosso!" E' entrata e ne è uscita con un involto di giornali e dentro il Gattò!Il Gattò. Tremavamo tutte. E lei ci fissava e sorrideva.Siamo corse a casa per la discesa terrorizzate e tenevamo il pacchetto per gli angoli senza quasi toccarlo e mamma quando ci ha visto ci ha chiesto se eravamo sceme a correre così che eravamo pallide come morte. Ma tre cani c'erano venuti dietro di corsa già da Lucietta Rucci e il cuore ci scoppiava nel petto. E mamma s'è messa a aprire il pacchetto e noi immobili, senza nemmeno il coraggio di scappare.Poi ha guardato dentro e s'è messa a gridare: "E come? Mò vi ammazzo! Che avete fatto? Non avete portato la pizza di patate alla Maestra? Me l'avete riportata indietro? Vi uccido!E la carta!Io non l'avevo messa in questa carta, e il mio piatto?Che avete combinato delinquenti?" E mentre ci pigliava a schiaffi noi piangevamo e le dicevamo che quello era il gattò, il gatto morto che la Maestra le aveva mandato, solo che lo aveva fatto risorgere, lo aveva detto lei stessa che quando andava in cucina Donna 'Ntunetta faceva risorgere i morti!! Mamma ci ha tenuto a casa tre giorni senza farci uscire.
Quando l'abbiamo rivista davanti a casa sua, ci ha detto: "Ma siete state malate? Non vi ho più visto. Era buono il gattò? Mamma mi aveva mandato il suo, lo so,ma ogni gattò è diverso dall'altro." Riferite che io ci metto più latte."
Lenuccia e io abbiamo voluto studiare Inglese alle medie ma oggi, se qualcuno ci mette davanti una fetta di Gateaux, vediamo ancora il sorriso della Grande Donna 'Ntunetta, Mito di Panni che tra le altre cose del suo immenso scibile...sapeva pure cucinare...e far rinascere un gatto francese!!

LenucciaCapabbasc&LiciettaCapammont

e poi...



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