ASSOCIAZIONE CULTURALE " I DOJE SORE"

IL CASTELLO RACCONTA...
COME LA NEVE


Panni...un sogno, un incubo, una liberazione.
E' il 1918: casa nostra è a capabbasc ma mamma qualche volta ci permette di dormire a capammont, dove abita nostra zia, la sorella di papà, perchè nostro zio è andato al fronte a fare la guerra e zia Lucietta sta sola sola;quando succede, mamma ci accompagna alle 8 di sera e ci dà sempre due fette di pane a testa con la frittata perchè zia è povera da che è partito il marito, più povera di prima e non tiene quattro galline come noi, anzi papà spesso l'aiuta e le porta roba da mangiare.Zia è contenta quando dormiamo da lei perchè dice che siamo strane e diverse e, oltre a tenerle compagnia, la facciamo distrarre con le nostre follie. Si è sposata solo tre mesi prima che zio fosse chiamato a fare la guerra...è giovane, bruna e carina, ma negli ultimi tempi le sta crescendo qualche capello bianco.Troppo presto, a ventotto anni. Stasera mentre mangiamo il panino con la frittata, vicino al braciere, lei si mette a piangere e dice che i capelli bianchi sono ogni giorno di più e quando zio tornerà dalla guerra la troverà vecchia e non le vorrà più bene, dice che ogni notte fa lo stesso sogno da tanto tempo:si vede camminare nella neve, che diventa sempre più alta, e lei non sa tornare indietro, non ha niente intorno, solo un vuoto pieno di neve e la neve la copre, la copre, e sale, sale, e le raggiunge la testa ma lei non sente freddo,le si ammassa sui capelli e poi...poi si sveglia, si alza, va allo specchio e vede un sacco di capelli bianchi in più...
Piange:"Quando torna mica potrà voler bene a una vecchia il mio Tonino, non mi potrà più voler bene, forse è meglio che mi tolgo di mezzo prima, o forse è meglio che non torna lui, mai più"! E piange, forte, da spezzare il cuore.Poi sta zitta. A noi stasera il panino con la frittata non ci passa dalla gola a vederla così.Poi all'improvviso dice che però sarebbe disposta a diventare bianca tutta, come la neve, nei capelli, se potesse rivederlo, se non morisse, se non lo ammazzassero, sono mesi che non sa che fine ha fatto, che non riceve notizie sue.Si stende sul letto e si addormenta.Ci guardiamo noi due.Siamo nate strane e diverse, lo sappiamo che a Panni dicono tante cose di noi e di mamma e papà, ma noi sappiamo solo che molte volte pensiamo contemporaneamente. Questa sera è una di queste volte.Nei mesi passati, quando abbiamo dormito qui, appena zia si addormentava uscivamo di notte di nascosto, a noi ci piace l'avventura e papà ci viene sempre appresso e non ci farebbe mai andare al castello di notte, ma adesso fa freddo, fa un freddo stasera!!C'è un vento forte che fischia, si infila nelle fessure della casa, sembra comporre e gridare nomi, si fa sempre più violento, i vetri tremano, i muri sembrano muoversi attorno a noi, il braciere si spegne, la candela è finita, eppure vediamo con chiarezza la porta d'entrata, a destra di dove stiamo, il chiavistello è illuminato a giorno, la porta viene spalancata da una folata violenta ...e usciamo, così, senza mantellina,ci teniamo per mano...Ma il vento ci spinge da dietro, quasi voliamo per la traversa che porta al castello, giriamo l'angolo e ...dobbiamo pizzicarci le braccia l'una all'altra: niente più sedili, la balaustra non c'è più, tutto è illuminato da una luce albicocca, il viale del castello è un'enorme distesa piena di uomini che sparano, ma è giorno, mamma, mamma che paura, è giorno, piove forte, siamo sotto l'acqua, in mezzo agli spari, non è Panni, non è Panni, a Panni non ci stanno quei dossi, quegli alberi lontani, non ci stanno non ci stanno e...succede tutto all'improvviso, come se un tempo si sostituisse ad un altro: i soldati si abbracciano, gridano, si rotolano per terra, uno butta in aria il fucile, un altro si mette a pregare in ginocchio, un altro si sdraia di faccia a terra e piange piano e dice piano:"Lucietta, Lucietta, ti voglio bene, amore mio, ti vorrò bene così anche quando avrai i capelli tutti bianchi, come la neve"...Come la neve. Come la neve?? "Zio Tonino, zio Tonino, siamo noi, Licietta e Lenuccia, zio, ziooooooo!!" Si gira, ci guarda e...e niente, tutto scomparso meno noi che ci teniamo per mano e ci guardiamo terrorizzate. Le due di notte. Siamo scappate alle 9, alle 9! Cinque ore di guerra diventati secondi, col tempo fermo come la mano minacciosa del Castello. Anche quella è ferma ma di notte ci ha sempre messo paura a noi due.Corriamo indietro, arriviamo a casa di zia alla velocità della luce malgrado il buio. Dalla finestra una luce...Entriamo e ci stanno mamma che piange e papà che ci si avventa contro e ce ne dà tante, ma tante, e ci dice un sacco di parolacce, ma noi rimaniamo strette per mano, nessuna delle due ha sentito il dolore, dopo ce lo siamo dette. Zia non c'è. Ci portano a casa, ma ci stanno le stelle, il vento è finito, sembra primavera. La mattina dopo mamma ci dice che sono arrivati di notte, a piedi, da Cerignola, quattro uomini a dire che la guerra è finita, è arrivata la notizia, i soldati tornano,ci sta anche zio, è vivo, loro lo sanno, e allora zia è come impazzita, s'è avviata a piedi dicendo che gli andava incontro, non sapeva dove, ma lo andava ad aspettare.Anche noi lo abbiamo aspettato.Sappiamo solo che lei e zio Tonino sono arrivati insieme, quando è successo noi stavamo a capabbasc ma il giorno dopo siamo salite con mamma e abbiamo trovato zio Tonino che strappava uno per uno i capelli bianchi a zia Lucietta e piangeva, ma lei non diceva niente. Niente.E nostra zia non si chiamava Lucietta, ma era nostra zia. E nostro zio non si chiamava Tonino.Ma era nostro zio. E le persone come noi possono pure essere strane, ma non devono mica per forza essere bugiarde. E se no chiedete alla padrona del maniero di Panni, a zia Ermelinda. E se non la trovate perchè sta come al solito indaffarata a intrattenere con le sue storie i bambini di Panni che stanno parecchio, ma parecchio più in alto di Capammont, andate a farvelo dire dallo Scazzamatiedd, vedrete se è vero o no, ma statevi attenti che lo Scazzamatiedd, se capisce che state mettendo in dubbio la nostra parola, si può anche incavolare di brutto e un pezzo di murgia che cade in testa dall'alto o da dove sta a spiare lui chi ha perso fiducia, anima e fede, certo non fa il solletico. Andate. Andate allora. E ricordatevi: al castello succedono cose strane...Il tempo si ferma. E sta là. A guardarvi. Ricordatevelo.

...leggete la seconda novella....
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