
MEMORIE D' NU' CIUCC
Prima memoria.
Tanti anni fa, sempre alle sette di sera,
si vedeva passare una vecchietta sulla piazza
di sopra di Panni, tutta vestita di nero
e con un paio di scarponi chiodati che facevano
un rumore, ma un rumore, sulla strada, da
risuonare fino a sopra la chiesa quando era
inverno e non c'era nessuno in giro a quell'ora,
e da far girare gli sfaccendati del tramonto,
seduti a spettegolare su ogni scalino possibile,
quando era agosto e il paese si riempiva.
Che venisse da capabbasc era evidente e che
fosse " cafona" altrettanto: nessuno
di capammonte che si rispetti andrebbe in
giro nemmeno oggi, verso sera, senza la sua
brava gonnellina a tubino o il suo vestitino
del dopo-servizi.
Portava in mano un ferro, come da calza,
tutto arrugginito e ravvolto nel grembiule
unto che le cingeva la vita e passava tutta
sorridente e gentile salutando chiunque si
trovasse davanti.Poi proseguiva verso la
chiesa e si vedeva scomparire sulla strada
che porta al castello. Sembrava la conoscessero
tutti, ma in realtà si sprecavano le ipotesi,
poteva essere Mariuccia, quella della penultima
casa di Panni, che aveva perso il figlio
giovanotto, annegato nel Cervaro, forse,
visto che in paese non si vedeva più da un
pezzo, o quella contadina, quella Giuseppina,
che ogni tanto vendeva la frutta della sua
campagna e saliva in paese. O forse era Rafaelina,
quella di Foggia che aveva sposato Alfonsino,
ma poi lui era morto di tifo e lei era rimasta
sola in paese e abitava non tanto distante
dal monumento ai caduti, nell'ultimo vicolo
a destra.Insomma poteva essere chiunque,
non la conosceva proprio nessuno a capammont,
questa era la verità, nessuno era certo di
chi fosse.In mano teneva pure un pacchetto
di zolfanelli e quando non li teneva entrava
da Filomena e se li comprava. Filomena, se
le chiedevano una volta di troppo che se
ne faceva quella di tutti quei fiammiferi
rispondeva che secondo lei si fumava i toscanelli
di nascosto al castello e magari non teneva
la testa tutta a posto e che in più di mille,
comunque, l'avevano vista ogni sera sedersi
all'inizio del sentiero sdirrupato che scende
all'Ariella , guardarsi intorno circospetta
e poi accendere uno dopo l'altro gli zolfanelli,
accostare il ferro arrugginito alla fiamma
e tenerlo finchè il fiammifero non si spegneva,
e così ogni giorno, inverno e estate, e pure
nelle altre stagioni. Finito il pacchetto,
se ne tornava, col ferro avvolto nel grembiule,
e se ne scendeva a capabbasc. Un giorno in
piazza stava seduto in un gruppetto il maresciallo
e a vederla passare col ferro e gli zolfanelli
qualcuno gli chiese se la conoscesse, e il
maresciallo se ne stava là tutto pensieroso,
sembrava proprio che la domanda lo avesse
scocciato, poi però si mise a raccontare
che quindici anni prima la nipote della vecchietta,
Anna, di sedici anni, che viveva con lei
da che le era morta la mamma e il padre se
n'era andato in America a cercare fortuna,
il giorno di san Costanzo, dopo essersi fatta
i ricci in casa e messo un vestito rosa shocking,
fattole da Concettina la foggiana, se n'era
andata alla messa dicendo che tornava dopo
la processione e da allora la vecchietta,
che poi era sua nonna, non l'aveva più vista.
E per evitare le chiacchiere era salita dal
maresciallo una mattina all'alba, quando
non c'era nessuno, a chiedere come fare a
trovare la nipote, ma senza che nessuno sapesse
che era scomparsa, se no a Panni chissà quante
cose brutte avrebbero detto della ragazza
e, quando fosse tornata, nessuno se la sarebbe
sposata più...Il maresciallo non era riuscito
a convincerla a fare la denuncia di scomparsa,
niente, ci aveva provato con ogni mezzo e
senza la denuncia lui teneva le mani legate,
e alla fine, siccome quella continuava a
piangere, si era arrabbiato e l'aveva mandata
via gridando che allora se la doveva vedere
da sola, che doveva mettere tutto "
a ferro e fuoco" e così forse la nipote
avrebbe trovato la strada di casa.Teresina
è morta nel 1964, di notte, e la mattina
che l'hanno trovata, stesa sul letto, teneva
il ferro arrugginito nel grembiule e un pacchetto
semivuoto di zolfanelli sotto il cuscino.Se
li è portati appresso. Il pannese è capatosta,
non si arrende mai, quella aveva fatto testamento
e la casa l'aveva lasciata alla nipote, lo
sapeva che stava in Toscana con uno che in
quel giorno lontano portava i ceri dietro
la processione....E' capatosta, e se ve lo
dico io che sono un ciuccio...e pure dottore...
Fonte storiografica: zi' Rocco
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