Totonno, fratello di latte



Totonno era giovane quando abbiamo cominciato a convivere: gli piaceva la campagna, starmi in groppa a recitare poesie nel bosco, voglia di lavorare saltami addosso, leggere, ma non fare il geometra, anche perché trovare una casa da progettare o costruire a Panni è impossibile anche oggi. Magari qualche pannese si compra pure vecchie dimore signorili abbandonate da decenni, ma manco ci pensa a farle riadattare, se le tiene così, per bellezza, al pannese piace tanto sentirsi proprietario ma non esserlo veramente e questo è proprio simpatico.
Poi si sa che un ciuccio come me ha delle orecchie che vanno all’infinito come i binari di un treno e a Totonno piaceva parlare da solo ed essere ascoltato: così ha cominciato a leggermi “ La fattoria degli animali” di Orwell e mi ha fatto capire di non essere il solo a saper parlare e credere nella giustizia e nel lavoro - parlo del mondo animale - poi è passato a leggermi “Flamenco”, un racconto della raccolta “Capo Horn”di Francisco Coloane, il più grande scrittore cileno, che ancora oggi è vecchio e vivo come me. Flamenco è un cavallo indomabile in una riserva cilena e quando vede che il padrone suo bastona anche i cavallini più piccoli che non si fanno domare, finge di farsi montare da lui e lo porta lontano lontano lontano a un galoppo furioso, poi se lo scrolla di dosso e lo uccide. Quasi quasi a ricordarmi questo, rivaluto un poco i compagni cavalli…No, no, aspetto ancora…Poi ha cominciato a sillabarmi le lettere dell’alfabeto e….(segue)

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