L'EMIGRAZIONE DALLA CAPITANATA NEL
SECONDO
DOPOGUERRA
- Voci ed esperienze nella ricerca
collettiva
dei Crsec della provincia di Foggia
-
'Italy, Italien, Italie, Italia', in
tutte
le lingue parlate dalla nostra gente,
sparsa
in Europa e in tutti i continenti.
È il titolo
di una ricerca sull'emigrazione dalla
Capitanata,
tra il secondo dopoguerra e gli anni
Settanta,
fondata sui rilevamenti degli operatori
dei
Centri culturali (Crsec) della Regione
Puglia
in provincia di Foggia e coordinata
da Antonio
Del Vecchio, che la firma insieme a
Sergio
D'Amaro e a Luigi Lizzadro.
In seconda linea, nell'immaginario
collettivo
rispetto all'agiografia classica dell'emigrazione
di massa di fine 1800, i venticinque
anni
delle ultime migrazioni verso le aree
ricche
del mondo rappresentano pur sempre
un 'fenomeno
corale - fa notare il presidente della
Regione,
Raffaele Fitto, nella presentazione
- un
autentico esodo di popolo', che da
un lato
ha consentito di 'alleggerire l'emergenza
sociale' in una nazione duramente provata
dalla guerra e dall'altro ha favorito
la
ripresa economica con le rimesse dall'estero.
Certo, un costo c'è stato, in termini
di
uomini e di donne, soprattutto di braccia
e cervelli giovani sottratti alla terra
d'origine.
Lo stesso Fitto si domanda il bilancio
finale,
se i vantaggi 'siano stati maggiori
o minori
delle perdite'. Nemmeno ai protagonisti
riescono
a dare un giudizio complessivo. Secondo
le
testimonianze raccolte dai ricercatori
dei
Crsec, nelle stesse esperienze personali
la nostalgia del paese si associa all'orgoglio
per i risultati. Alle difficoltà di
integrazione
di alcuni nelle nuove realtà fanno
riscontro
la facilità di inserimento di altri
e l'impegno
di molti a favore degli ulteriori nuovi
arrivati.
La provincia dauna, con il Salento,
ha pagato
un conto al fenomeno. Lo spopolamento
di
intere aree del Subappennino ha dato
il colpo
di grazia alle ultime possibilità di
partecipare
alla crescita della penisola, avviata
negli
anni Sessanta. Manovali e artigiani,
soprattutto
braccianti e contadini hanno portato
in tutti
i continenti, fino in Oceania la creatività
pugliese, la voglia di fare e di riuscire.
Il progetto 'L'emigrazione in Capitanata'
ha riunito in uno sforzo organizzativo tutti
i Crsec del foggiano, scegliendo l'intervista
come strumento per dar voce a diversi emigrati
di ritorno, tra trenta e ottant'anni, partiti
per varie destinazioni. Ne hanno ricavato
il Dna di tre generazioni di emigrati, 'impegnate
in una difficile anche se a volte risolutiva
partita con la vita'.
Foggia, 14 aprile 2004
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