Nel XVII secolo dell'era cristiana, la Capitanata,
come tutto il Mezzogiorno d'Italia, è sotto
il dominio spagnolo : esaurienti informazioni
sul periodo storico considerato ci vengono
fornite dal censimento del 1669, ordinato
a fini fiscali dal Vicerè don Pedro d'Aragona
(Pedro Antonio de Aragón 1666 - 1671), i
cui risultati vennero editi a Napoli nell'anno
successivo.
... Vi troviamo assegnati, tra gli altri, i seguenti feudi : ...... Ascoli Satriano......................................................ai de Leyva ; ... Bovino, Panni e Castelluccio de' Sauri......ai Guevara ; ... Deliceto..................................................................ai Bartirotto; ... Monteleone di Puglia...........................................ai Brancia ; ... Orsara di Puglia...................................................ai Guevara, Todaro e de Franchis ; ... Sant'Agata di Puglia............................................ai Loffredo ; ... Contava la Capitanata 17.090 fuochi (nuclei familiari) pari a circa 85.450 abitanti, con un introito medio per l' Erario di 42 carlini per fuoco, ossia di 717.780 carlini per anno, ai quali aggiungere i tributi dovuti da Baroni e Feudatari (ad esempio, la città di Foggia contribuiva per 5925 carlini) : tali tributi riuscivano tanto piu' dolorosi perchè spesso pascevano l'ingordigia dei governanti anzichè servire al pubblico benessere. Di qui lo scoppio frequente nel Regno di Napoli di rivolte popolari, come quella del 7 luglio 1647, capeggiata dal pescivendolo Tommaso ANIELLO, detto popolarmente il Masaniello. Il motivo scatenante ? Sempre lo stesso : la grande miseria cui veniva ridotto il popolo dal pessimo governo dei Vicerè spagnoli e dall'esosa fiscalità tesa a finanziare le innumerevoli guerre nelle quali sovente si buttavano i Re di Spagna in questo periodo. Rivolte e "repubbliche" queste, però, di breve durata : quella del Masaniello produsse prima la sua morte e poi quella del suo successore,il Duca di Toraldo, per mano degli stessi rivoltosi.Il potere "repubblicano" passò prima ad un armaiolo, tale Gennaro ANNESE e infine ad Enrico II di Lorena, Duca di Guisa. Gli effetti di queste rivolte si facevano sentire ovviamente non solo a Napoli ma anche nelle lontane province come la Capitanata, ma il piu' delle volte il risultato era che il Capo napoletano di turno per dirimere le scissioni tra vari partiti che si formavano in periferia e tenere a bada i conseguenti disordini, finiva per appoggiarsi a capipopolo locali e fuorusciti : dalla padella nella brace per il povero popolo meridionale, come sempre ! --------------------------------------------------------------------- BIBLIOGRAFIA Egidio LONGO : "Il Censimento del 1669" , NAPOLI - 1670 |